lunedì 20 ottobre 2008

ONOREVOLE PRESIDENTE DELLA CAMERA FINI


GUFETTO AMICO PERFETTO - cm.30x20-2008


L'AMICO DELLA NOTTE - cm. 30x20 - 2008


Con la sua autorità ha consacrato, in un memorabile discorso di accettazione dell’alta carica, di essere esattamente d’accordo con il Papa: NO AL RELATIVISMO POLITICO. Quindi in tono trionfal - religioso ha espressamente comandato: “ogni cittadino italiano è votato a Dio e alle leggi dell’attuale governo”. Quindi con un elegante latino afferma: “non redimetur, sed morte morietur!” Gli avversari politici notoriamente coltissimi e molto addentro alle tematiche religiose e politiche non hanno capito un “membro!”. A distanza di mesi, nella mente di qualche curioso si è formata una domanda: “che significa pensiero unico?!”. Chiedi a destra e a sinistra, le risposte erano sgomente: col gesto tipico di chi non capisce un “tubo” guardava l’interlocutore con gli occhi sbarrati. Si era giunti alla disperazione e qualche politico si assentava dall’aula per esaurimento nervoso e veniva ricoverato in cliniche di lusso assistite da splendide ballerine nude o quasi. La domanda insidiosa si era diffusa in tutti i settori della politica. Che “cavolo” significa “no al relativismo??” Rosso o nero? Insomma i piedi degli onorevoli sudavano a dismisura e si ricoprivano di ustioni. Si sa che, a certe persone, a pensare viene il mal di piedi. Finalmente un bambino della prima elementare passava nei pressi della Camera bassa accompagnato dalla tata e si incuriosì molto dal fumo che usciva dal nobile e suntuoso ambiente. “Che succede, tata?” la poveretta turandosi il naso, affermò: “Gli onorevoli non hanno capito che pensiero unico significa dittatura, fascismo e si stanno gravemente ammalando perché nessuno lo spiega loro!: Il piccolo, innocente bambino con un impeto di generosità gridò: “Cari Onorevoli, pensiero unico significa fascismo!”. Portieri gallonati e Ministri udirono la vocina del bimbo e si bloccarono di colpo. Tutte statue di marmo finchè qualcuno domandò: “ma siamo nel 1922 con la marcia su Roma o stiamo sognando?” Fu così che dall’alto dei cieli risuonò la dolce melodia della vocina del nobile Cavaliere: “ve lo abbiamo messo al calduccio e nemmeno ve ne siete accorti!”. Fu allora che l’onorevole Di Pietro capì che bisognava lottare contro la dittatura. L’Onorevole Fassino e tutti gli altri sventagliavano tonnellate di parole al vento, che fresche correnti d’aria portavano cullandole lontano sulle acque del sacro Tevere. Tutti si misero una mano dietro e pregarono che non fosse vero!.

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