giovedì 17 settembre 2009

MOSTRA DEI DISEGNI DELL’INFANZIA DI ANDREA VACCARO ALLA BNL GRUPPO BNP PARIBAS DI LEGNANO

Per studiosi scientifici, amatori d’arte, maestri d’arte ed insegnanti, questa è una rara occasione per rendersi conto di come la genetica influenzi gli esseri viventi. Non è vero che tutto si impara perché alla nascita si è come una “tabula rasa”, alla latina, sulla quale incidere con l’insegnamento. I negatori del genio innato commettono un grave pregiudizio che parte dalla considerazione che l’umanità non sa disegnare e che i primi disegni siano estremamente semplificati. Ad esempio gli psicologi ritengono che nei primi anni di vita, i bambini indichino con un cerchio il volto dell’uomo ed i più evoluti tra essi aggiungano anche un triangolo come corpo e quattro segni scheletrici per gambe e mani. Purtroppo l’umanità non ha mai dato l’importanza giusta alle doti native e purtroppo non ha mai conservato almeno qualche disegno infantile di un grande come Leonardo da Vinci o Michelangelo. Tuttavia è noto che i primi spettacolari capolavori d’arte siano stati creati in età giovanile sia nell’arte che nella letteratura. Questa mia mostra ha un fine nobile: oltre l’occasione per verificare le sue opere è possibile contribuire alla ricerca per Telethon, acquistando un libro, per finanziare la ricerca sulle gravi malattie della genetica. Nato in una famiglia negli anni trenta, molto superstiziosa e poco erudita, risentì molto di una maledizione scagliata contro la discendenza maschile da parte di padre. Appena nato già si apprezzavano le future disgrazie della seconda guerra mondiale. Molte traversie ma una incrollabile volontà di vita. Nato per essere pittore, fu osteggiato dalla madre che scambiò il dono del disegno con la mancanza di buona volontà secondo i suoi desideri. Il padre si dimostrò violento anche perché convinto del motto mussoliniano: “Voglio, posso e comando!”. Situazioni moralmente e fisicamente difficili resero più forte il suo carattere. All’età di ventinove anni si sposò con una bella padovana e finalmente libero dall’incubo della famiglia d’origine, si dedicò all’arte. Le prime mostre ufficiali furono organizzate dal preside Arnaldo Povoli al Liceo Scientifico di Legnano a partire dal 1954. Una delle ultime mostre dei disegni dell’infanzia, oltre a quella in corso alla BNL, fù organizzata dall’Ospedale Civile di Legnano, dove ebbe modo di conoscere la Dottoressa Ada Re “neuropsichiatra infantile” dell’Ospedale Di Legnano, che assieme ad altri esperti scrisse molto sui suoi disegni. Cito alcuni nominativi: Dott. Gianni Belloni neuropsichiatra, Dott. Carmelo Occhipinti psicologo, Dott. Carlo Maria Lomartire Assessore alla Cultura del Comune di Legnano, Renato Besana Assessore alla Cultura del Comune di Legnano, Lino Lazzari giornalista e critico d’arte dell’Eco di Bergamo e molti altri ancora. In occasione della Mostra al Museo del Paesaggio di Verbania-Pallanza il quotidiano “Il Giornale” pubblicò un interessante articolo, Il Corriere della sera si occupò due volte della manifestazione.

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