mercoledì 19 novembre 2008

LA FINE LONTANA DEL GRANDE UOMO



Mio amato presidente, stimato amico di tutti i più grandi industriali, amico dei maggiori commercianti, intimo ed amoroso dei più grandi uomini politici del mondo, mio caro presidente ti auguro una lunga vita. Quando fra qualche tempo il tuo corpo non sarà più elastico e reattivo come ora, avrai la grande soddisfazione di essere curato con tutto l’affetto da bellissime infermiere dalla coscia lunga e le mutande strette. Esse ti imboccheranno come una brava mammina farà con il suo piccino. “Apri la bocca, ecco, così bravo!”. Poi ti faranno il bagnetto e ti puliranno il sederino ed il pistolino, al quale daranno anche un bacetto. Infermieri forzuti ti metteranno in un bel polmone d’accaio dove trascorrerai felice almeno venti o trent’anni. Da li sotto, ti faranno vedere tutti i disastri del libero mercato. Ci saranno pochi ricconi che ti manderanno baci e milioni di poveracci che si offriranno come carne da cucina. Uomini, donne e bambini. Tu con il ditino indicherai quale fettina vorrai mangiare. Col ditino perché non potrai più parlare ma sarai sempre vigile con il cervello. Vivrai felice perché l’ospedale, i medici, gli infermieri sono tuoi anche gli uomini che mangerai. Ogni giorno verrà il Papa a benedirti ed a darti l’estrema unzione, da te non gradita perché tu non hai mai peccato: tu sei come Dio e quindi tu sei la legge, la volontà e l’amore che muove il mondo. Intorno a te giocheranno ai soldatini il tuo ministro della guerra che anche lui è ritornato bambino. Sarà tutta una grande felicità: hai ridotto il mondo ad una cosa virtuale e ciò ti rende felice. Le più belle bambine bianche con i riccioli d’oro cantano per te canzoncine dello “zecchino d’oro!”. Tutte le signore bene, elegantemente vestite da famosi stilisti stazionano ansiose e pagano profumatamente il fazzolettino ricamato che ha raccolto la bava che scorre libera dalle tue labbra, mista allo scolo nasale. Le belle signore chiedono: “Vogliamo un bel falò che bruci tutti gli accattoni, i senza lavoro, tutti quelli che non sono nessuno: nemmeno una laurea!”. Il messia dei ricchi: a fatica si fa capire che in ogni città sono raccolte decine di milioni di affamati e senza lavoro e si spara loro addosso con il lanciafiamme per bruciarli tutti! Ah che spettacolo! Lui si che è Dio! Alla fine l’amico Bush lo farà trasferire in un DVD clonato in migliaia di copie che verranno spedite in tutto l’universo: ecco la gloria imperitura! I marziani ed i lunari e chissà quanti altri ancora avranno il piacere di leggerti e piangerti in eterno!. Dal cielo cadranno lacrime di stelle perché tu, o Dio, sei lassu ma pensi sempre a noi. Pioggia di stelle e magari qualche migliaia di bombe atomiche, così tanto per divertirci un poco. E’ incomincia la nuova era: quella della libera iniziativa del libero mercato!
Già perché tu o nostro Dio sei il Dio del libero mercato globale! Alleluia, Alleluia!

Nessun commento: