giovedì 22 aprile 2010

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE






Ci tengo molto a suggerire un esperimento che ha dato ottimi frutti con le prime classi elementari. Mi rifaccio ai miei tentativi per imparare da solo a leggere ed a scrivere. In tempo di guerra, vedevo mia sorella leggere e scrivere correttamente. Avevo voglia di imparare anch’io, tuttavia avevo tre anni e la situazione in casa era drammatica. Il padre lontano perché milite fascista a Spalato. La madre al lavoro in fabbrica tessile “Cantoni” per tirare avanti la baracca. Mia nonna ammalata di cancro e di umilissime origini. In casa l’unico lusso era il Corriere della Sera per seguire le vicende belliche. Nessuno badava a me che trascorrevo gran parte del tempo in strada. Tuttavia, volendo imitare mia sorella, studiavo la forma delle lettere del Corriere della sera. Disegnata una lettera chiedevo la sua pronuncia ed imparavo a ridisegnarlo. Componendo più lettere chiedevo il significato della parola e così via, tra una minaccia di botte e l’altra, ho imparato qualche frase semplice. Sempre più complessa. Suggerendo alle scolaresche che ho visitato in questi anni il mio metodo, ha trovato qualche insegnante curiosa che lo ha applicato. Meraviglia: gli allievi di prima elementare hanno imparato a scrivere pensieri compiuti in stampatello. Vi riporto alcuni esempi.

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