sabato 17 aprile 2010

RAIMONDO VIANELLO

Cara Sandra Mondaini, partecipo affranto al tuo dolore per la scomparsa di Raimondo. Tuttavia ti voglio rassicurare su un argomento che mi ha toccato molto da vicino. La morte, come tutti la intendono, non esiste. Nulla si crea e nulla si distrugge. L’anima di Raimondo sarà sempre con te. Ne sono certo perché io ho sperimentato di persona, anche se per pochi minuti, la vita fuori dal corpo. Ti riferisco la mia esperienza. Avevo otto anni circa:
In seguito a malattia, otite, sinusite, mi sono trovato all’improvviso fuori dal corpo. Mi trovavo nella situazione di non soffrire più, né dolori alla testa né alle orecchie. Mi trovavo sereno in alto, sul soffitto, in prossimità della porta a vetri che immetteva al balcone. Stavo bene, si può affermare che l’assenza del dolore mi dava felicità. Ero libero di spostarmi a piacere, di attraversare muri e vetri e rientrare e potevo decidere dove andare. Solo la curiosità mi spingeva a rimanere in casa e guardare dall’alto me stesso, sotto, steso sulla brandina in cucina. Non sentivo alcun rimpianto, non mi commiseravo, anzi ero proprio felice. Dopo qualche tempo mi sentii risucchiare con violenza in quel corpo ammalato che stava sotto di me. Ero stato risucchiato e reincarnato nel mio stesso corpo. Mi ritrovai scontento a sedere a metà del lettuccio, dolorante e deluso

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