domenica 9 gennaio 2011

LA VITA DOPO LA MORTE


Ho avuto esperienza diretta di come l'energia psichica non muoia con la fine della vita. Verso i sette otto anni ho subito una malattia che mi ha permesso per poco tempo di vivere al di fuori del mio corpo.

LASSÙ SUL SOFFITTO
Fin dai primi anni di vita, la salute non fu mai perfetta. L’otite mi ha tormentato prima di andare a scuola. Poi la sinusite. Allora i medici non la sapevano riconoscere ed io ne soffrii per parecchi anni. Tra gli otto ed i nove anni, fui costretto a stare a casa da scuola per violenti attacchi di mal di testa, ora nella parte destra dalla fronte, ora nella parte sinistra. Non sopportavo la luce ed avevo frequenti conati di vomito. Un giorno, verso mezzogiorno, mi trovai a librarmi tranquillo, senza più dolore, sul soffitto di casa, in prossimità della porta-finestra che immetteva sul lungo balcone. Rimiravo dall’alto con curiosità il divano, accanto alla parete su cui troneggiava l’orologio a pendolo del nonno. Tra le bianche lenzuola vedevo me stesso raggomitolato in posa da dormiente. Lassù stavo proprio bene e mi rallegravo con me stesso per non sentire più quel terribile dolore alla fronte. Poi vidi imbandire la tavola, sita tra l’ottomana e la porta-finestra, ed arrivare mio padre e più tardi mia madre. Giunse anche mia sorella e domandarono alla nonna come stavo. “Sta bene, dorme” rispose la nonna e portò in tavola un grosso pentolone di minestra. Io, da lassù, non sentivo alcun appetito ed ero indeciso se rimanere in casa per curiosità oppure andarmene attraverso la finestra. Mi muovevo libero, tranquillo, senza ostacoli. Poi, improvvisamente, sentii nuovamente dolore e fastidio per la luce. Ero ritornato nel lettino e mi lamentai a voce alta. Mi alzai a metà del letto e chiesi di mettermi una sedia vicino con sopra un panno o qualsiasi cosa atta ad impedire il passaggio della luce. Dopo l’affettuoso saluto di mia madre, sentii la loro conversazione che riferiva di un medico, tale dottor Longoni, che sarebbe venuto verso le cinque del pomeriggio a visitarmi. Mi addormentai e fui svegliato proprio dall’arrivo di questo medico che chiese a mia nonna una candela. L’accese e me la porse dinanzi alla fronte. “Vede?” - disse a mia nonna - “La luce della candela mette in risalto qui e qui che c’è del pus, molto pus, che va di qui e di là. Si tratta di una bella sinusite. Ci vuole la penicillina!”.- Mi diede una carezza e mi consolò: “Vedrai che guarirai!”. Mi fecero le dolorose punture e stetti meglio. Mi curarono anche con penicillina attraverso l’aerosol e la cura durò per anni, fino al termine della scuola media. Finalmente guarii definitivamente dalla sinusite e la mia vita riprese con tutta l’energia di un corpo giovane smanioso di vivere e di amare.

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